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Gent.mi tutti,
il clima di questi giorni, irto di fatiche, non può spegnere la speranza e oscurare quelle "prospettive" che sono alle fondamenta di ogni buona scuola "pubblica" al servizio della Società. Come l'etimologia stessa dell'aggettivo "pubblico" afferma, la scuola è per tutto il popolo, per tutti i cittadini, al di là della natura del soggetto gestore. Ora, questo principio di diritto domanda la capacità di saper cogliere i cammini culturali positivi esistenti e stimola a tracciare percorsi di fattibilità.
Mentre la consultazione "La Buona Scuola" è partita e il documento sembra aprirci ai principi europei, come risulta a pag. 6, dove si legge che la scuola può fare questo "se si mette in discussione, se si apre al dibattito con il mondo che la circonda. A partire dalle famiglie e dalle imprese ..."; mentre si spera in un'apertura a 360° che sappia intercettare finalmente la realtà italiana (
clicca qui per leggere), con sconcerto constatiamo quanto in tutta Italia la mentalità corrente a favore della libertà di scelta della scuola non sia ancora acquisita - grave eccezione in Europa - e persistano pregiudizi che ostacolano scelte illuminate, capaci di essere realmente a favore di tutti i cittadini.
Per tale ragione il 20.10.2014, con Comunicato Stampa congiunto, le Associazioni dei genitori (AGeSc, Age, Faes), dei gestori (Amism, Aninsei, Cdo opere educative, Comitato politico scolastico, Fidae, Filins) e dei docenti (Diesse, Uciim) hanno domandato al Comune di Milano il motivo per cui una porzione di cittadini sia esclusa da un progetto espressamente destinato a tutti.
Chi sono gli esclusi? Gli allievi, figli di quelle famiglie che, volendo esercitare il diritto alla libertà di scelta educativa, frequentano la scuola pubblica paritaria. Così, a causa di questa discriminazione, tali famiglie, che hanno esercitato un diritto costituzionale, saranno caricate di un ulteriore onere in aggiunta a quello delle rette che già pagano. (
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Un caso singolare, quello milanese, che finisce in Parlamento. 21.10.2014 da Avvenire, L'art. Art. 3 della Cost. "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" appare più che mai lettera morta (
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Paritarie discriminate: in realtà si colpisce la famiglia. Da Avvenire 23.10.2014, Come si costruisce una comunità coesa e solidale se il Comune, per primo, ne discrimina una parte importante? E quale idea ha di comunità una amministrazione che volutamente opera una discriminazione tra chi è dentro e chi è fuori?
Domande come macigni quando sino a qualche mese fa proprio dal Comune di Milano si sentivano udire parole sagge come queste: "Tutti i bambini sono uguali" (
clicca qui). Lo stesso Premier Renzi e il Ministro all'Istruzione Sen. Giannini con il documento la Buona Scuola a pag. 65, senza ombra di dubbio, hanno dichiarato che tutte le scuole, statali e paritarie sono pubbliche. (clicca qui per leggere).
E' tempo, dunque, che cittadini seri e responsabili domandino conto di questo e facciano valere i propri diritti di libertà educativa.

N.B. Vi Aspettiamo numerosi all'Assemblea Fidae Lombardia prevista per il 7 Novembre 2014 ore 14.00-18.00, presso Via Copernico, 9 - Milano. (
clicca qui per tutte le informazioni).

Con i più cari saluti
Suor Anna Monia


 
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